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ADDIO GIVENCHY, STILISTA DELL'ELEGANZA E DELL'INNOVAZIONE

E' il suo compagno, Philippe Venet, a dare la notizia, sabato 10 marzo è mancato, nel suo castello vicino a Parigi, Hubert de Givenchy, uno dei più importanti e conosciuti stilisti del novecento.

Nato in una famiglia aristocratica, orfano di padre venne cresciuto dalla mamma e dalla nonna, poco più che diciasettenne si trasferì a Parigi per studiare Belle Arti ma ben presto iniziò a disegnare abiti per alcuni stilisti emergenti come come Pierre Balmain e Christian Dior.

Sono questi gli anni nei quali scopre la sua vera passione, la moda, e dopo aver lavorato dal 1947 al 1952 con Elsa Schiaparelli, famosa per il suo stile d'avanguardia, nel 1952 apre la sua casa di moda nel quartiere di Plaine Monceau a Parigi e dedica la sua prima collezione a Bettina Graziani, la modella più richiesta e famosa dell'epoca.

Givenchy veste con i suoi abiti le donne più importanti e belle del mondo, difficile non averlo mai sentito nominare o ammirato per le sue creazioni, eleganti, mai sopra le righe, capaci di regalare con un dettaglio quel "più"alla donna che le indossava.

Vestì la regina Elisabetta II, Jacqueline Kennedy, Ingrid Bergman, Lauren Bacall, Maria Callas, Marlene Dietrich, Greta Garbo, Grace Kelly e molte attrici che, in particolare negli anni cinquanta e sessanta, devono a lui abiti da sogno, a volte semplicissimi ma ricchi di fascino ed eleganza.

Basti pensare al suo vestito più famoso, l'abito che ogni donna ha sognato e sogna ancora oggi: l'iconico tubino nero che Audrey Hepburn indossa in Colazione da Tiffany.

Venticinquenne era il più giovane direttore creativo di Parigi, puntò sull'innovazione e sull'originalità cercando di liberare la donna dagli schemi rigidi e puntando su linee morbide e confortevoli.

E' così che la sua moda diventò il simbolo di un'epoca e di una donna libera, anticonformista, moderna ma nello stesso tempo elegante e sobria.

E'lui che inventò "il balloon coat", il cappotto bombato indossato da Jacqueline Kennedy, e nel 1958 il vestito "baby doll",  abito che fasciava le spalle per poi allargarsi, sexy ed elegante.

Amico e consigliere di Audrey Hepburn deve a lei gran parte del suo successo.

Oltre che il famoso tubino nero sono suoi moltissimi degli abiti più celebri indossati dall'attrice sul set e nella vita privata.
E' proprio lei in un' intervista ad affermare "i suoi abiti mi danno sempre un senso di sicurezza e autostima, e mi riesce più facile lavorare sapendo che esteticamente sono impeccabile. Mi sento così anche nella vita quotidiana, i vestiti di Givenchy mi offrono protezione contro situazioni e persone."

E' a lei che Givenchy dedica il suo primo profumo "L'Interdit".

L'omonima maison è oggi affidata al direttore creativo Clare Waight Keller che con grandi capacità crea abiti bellissimi e degni del nome che portano, esaltando la donna come il suo creatore.

Da sabato il mondo della moda ha un artista in meno, si,  perchè i suoi abiti erano delle vere e proprie opere d'arte che rimarranno come simbolo di eleganza e di un fascino che forse non tornerà più!

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