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ANGELO DI LIVIO - Soldatino

Angelo Di Livio, calciatore della Fiorentina, Juventus e della Nazionale Italiana continua la serie delle Interviste agli amici di AHEAD. Il nostro intento è quello di trasmettere con le nostre Interviste, tutta l'esperienza, l'esempio e i consigli di "chi ce l'ha fatta", con la speranza che possa tornare utile a chi sta ancora cercando la sua strada, a chi ha fiducia in un futuro migliore e non smette di combattere il pessimismo e la disillusione di oggi.

1, Hai sempre avuto una grande dote, la testa, fuori e dentro il campo. Quanto è importante per arrivare, quanto serve la testa oltre al talento?

Oltre alle qualità tecniche che un singolo giocatore può avere, la testa è fondamentale per un'atleta. Soprattutto nei momenti meno positivi avendo la lucidità giusta riesci a superare situazioni di difficoltà, si può anche sbagliare ma è soprattutto dagli errori che uno sportivo può migliorare....

2. Hai vinto molto in carriera tra cui una Champions League, la competizione più bella dopo i mondiali. Quanto è entusiasmante essere protagonista in un torneo del genere e che emozione si prova a vincere la Coppa dalle grandi orecchie?

La Champions Leaghe è il sogno di tutti i calciatori. Quella notte è sempre dentro di me perché non puoi dimenticare quei momenti straordinari, soprattutto quando la alzi al cielo..

3. Hai esordito con la maglia della Juve all’Olimpico contro una di quelle squadre che ti ha cresciuto, cosa ricordi di quel giorno sotto tutti gli sguardi pronti a criticare ogni movimento sbagliato? Hai fatto una grande partita nonostante tutta quella pressione addosso, dando il via ad una carriera fatta di tante vittorie. La consideri anche una rivincita nei confronti di chi non ha creduto in te?

L' esordio allo Stadio Olimpico contro la Roma è un'altra incredibile coincidenza, io che venivo dal settore giallorosso e grande tifoso romanista. Nessuna rivincita, ma orgoglioso di essere approdato in un club magnifico come la Juventus...

4. Ti hanno dato il soprannome di Soldatino perché amato da tutti gli allenatori, perché eseguivi il tuo lavoro e lo facevi bene. Ti piace questo soprannome con il quale ti riconoscono ovunque?

Il soprannome Soldatino mi è stato messo da Roberto Baggio per il mio modo di correre e mi sono affezionato molto a questo soprannome...

5. Nella tua carriera hai giocato in diversi ruoli cercando e riuscendo a dare sempre il massimo pur, a volte, dovendoti adattare. Se avessi potuto scegliere tu, dove ti saresti sentito più a tuo agio giocare per le tue caratteristiche?

Sono sempre stato un giocatore duttile e la ritengo una grande qualità sacrificarsi per la tua squadra, ma se avessi potuto scegliere io, allora avrei giocato all'ala destra come esterno offensivo.....

6. Sei arrivato in una grande squadra come la Juve dove devi fare sempre bene perché sono piazze che non perdonano, perché se non dai il massimo o se non hai una marcia in più sei giudicato continuamente, raccontaci come hai vissuto il passaggio in uno dei Club italiani più selettivi?

Nei grandi club ci sono grandi giocatori, e quindi ti devi confrontare sempre con giocatori di livello, ma per me questo è stato uno stimolo in più, e non ho mai avuto paura della concorrenza anzi mi dava più forza e convinzione....

7. Con il tuo approdo in Nazionale arrivano le prime soddisfazioni personali, i primi soldi, i primi sfizi e la gente comincia a riconoscerti ovunque. E’ questo il momento più importante che fa la differenza tra un grande campione e un semplice giocatore? Rimanere con i piedi per terra? E come ci si riesce?

La maglia della Nazionale Italiana è da brividi e sono davvero orgoglioso di averla indossata. La notorietà fa molto piacere per un calciatore e ho sempre considerato molto il tifoso per il sacrificio che fa per seguire la propria squadra del cuore spendendo anche dei soldi...

8. Hai un figlio che si chiama Lorenzo, gioca nella primavera della Roma e anche lui ha un grande talento. Da padre e da ex giocatore quali sono i consigli che puoi dargli? Credo che vedere il proprio figlio seguire le orme del padre sia una delle soddisfazioni più grandi per un genitore, come vivi questo momento con lui in un mondo così difficile come quello del calcio?

Devo dire che è molto emozionante vedere il proprio figlio calcare campi di calcio, spesso ci confrontiamo e parliamo , ma poi lui deve ragionare con la propria testa..

9. Il calcio è un po’ come la vita. E’ fatto di sacrifici fin da piccoli e forse fin da “troppo” piccoli, come si affrontano quei momenti dove bisogna farsi trovare grandi ma grandi non lo si è? Dove a volte per il calcio si sacrifica lo studio?

Io devo ringraziare molto i miei genitori perché mi hanno fatto realizzare il sogno della mia vita facendo molti sacrifici, anche economici, perché i tempi erano completamente diversi.....

10. Abbiamo più di 100.000 Fans prevalentemente giovani, il nostro obiettivo è di dargli fiducia e farli sentire parte di un Club di qualità. Non solo un Club che li motivi, li sproni a fare meglio e a non mollare mai, ma soprattutto a credere in se stessi, sempre con la forza e l'aiuto di un gruppo unito alle spalle. Che consiglio ti senti di dare a tutti questi ragazzi?

Io credo che alla base di tutto ci deve essere sempre una giusta educazione e il rispetto. I valori della vita sono tanti e non bisogna mai dimenticarli........!!!!!

Grazie e un saluto agli Amici di AHEAD

Angelo Di Livio

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