antonio_tajaniAntonio Tajani continua la serie delle Interviste agli amici di AHEAD.

Antonio Tajani nasce nell'agosto del 1953. Parla inglese, spagnolo e francese e si afferma anche come gionalista professionale e parlamentare nonché inviato speciale in Libano, Unione Sovietica e Somalia.  Le sue spiccate doti comunicative il suo ruolo di mediatore lo vedono salire in scena nel mondo politico Italiano e non solo. E' stato uno dei fondatori di Forza Italia nel 1994, presente nel governo Berlusconi e dal 2002 è uno dei Vicepresidenti del Parlamento Europeo. Eurodeputato e Commissario Europeo dei Trasporti dobbiamo a lui l'adozione del regolamento comunitario che istituì regole a tutela dei passeggeri nel trasporto aereo, tra cui l'assistenza nel caso di cancellazione del volo. Passeggiando tra le strade di Gijon, in Spagna, potete trovare una via a lui intitolata. Un uomo che ci stupisce per la sua poliedricita' e ci invita ad esplorare i meandri della nostra mente, della nostra cultura, delle nostre capacita' per farne un mezzo efficente per la realizzazazione dei nostri progetti. La comunicazione e la mediazione  hanno un grande ruolo e la condivisione dei frutti ne e' il successo.

1. Com'è vista oggi l’Italia in Europa? Una terra di conquista o un malato in ripresa?
Oggi a Bruxelles l'Italia è vista come un malato in ripresa che però deve fare molto di più di quanto sta facendo, soprattutto per quanto riguarda le riforme, la riduzione della pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, sulla giustizia civile che provoca un danno tra l'uno e il due percento del prodotto interno lordo nazionale e sulla riduzione della burocrazia.

2. Da padre, che consiglio darebbe ad un neolaureato italiano? Continuare ad avere fiducia e restare o cercare nuovi spazi e possibilità lavorative all’estero?
Ad un giovane laureato italiano direi di avere fiducia, di cercare un lavoro e soprattutto di cercare un lavoro che gli piaccia. Andare a lavorare all'estero è una opportunità, dobbiamo guardare all'Europa non più come qualche cosa di diverso dalla nostra patria. Si può trovare un buon lavoro a Londra, a Parigi, a Madrid se non lo si trova in Italia. Bisogna sfruttare queste opportunità anche perché i mezzi di trasporto ormai ci permettono di raggiungere tutti questi paesi dall'Italia in pochissimo tempo.

3. Si è laureato in giurisprudenza ed è diventato ufficiale dell'Aeronautica Militare Italiana, poi giornalista professionista, conduttore Rai e finalmente è approdato in politica. Al termine del Suo mandato è intenzionato a tornare in Italia o s’impegnerà in nuovi incarichi a livello Europeo?
Mancano ancora quattro anni alla fine del mio mandato quindi è giusto che io continui a lavorare puntando al massimo su Bruxelles. Vedremo cosa succederà nel 2019, può anche essere che ritorni in Italia, che ritorni a casa ad occuparmi di altre cose.

4. Oggi si ha paura d’inseguire i propri sogni, spesso facciamo quello che dobbiamo fare e non quello che ci piace fare. Quale pensa sia il modo giusto di affrontare le sfide che aspettano i nostri giovani?
I giovani devono cercare di fare ciò che a loro piace di più. Le sfide oggi sono più difficili rispetto a qualche anno fa, serve studiare molto, serve prepararsi. Se dovessi consigliare ad un giovane una facoltà da scegliere, consiglierei certamente ingegneria, non edile ma penso ad ingegneria biomedica. Penso agli studi nel settore dello spazio, dell'areonautica, della chimica, le materie scientifiche sono quelle che oggi garantiscono più opportunità. Poi ci sono altri campi, guardiamo al settore del turismo, un fronte sul quale bisogna essere più attenti. Il settore del turismo è quello che offre più possibilità di lavoro per i giovani e io lo consiglio sempre perché ci sono grandi opportunità, non solo in Italia ma in tutta Europa.

5. Cosa pensa dei matrimoni tra omosessuali? Crede che in Italia siamo ancora indietro rispetto ai diritti acquisiti nel resto dei Paesi Europei o invece sono temi su cui si deve procedere con grande cautela?
Io credo che la famiglia sia composta da un padre, da una madre e dai figli. Non sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso ma credo che gli si debbano essere riconosciuti tutti i diritti se vivono insieme. Se dopo tanti anni di vita in comune si deve lasciare in eredità una casa o un bene, credo che sia giusto farlo, per troppo tempo sono stati mortificati i diritti degli omosessuali. Allo stesso tempo non credo che questo debba diventare un matrimonio, l'Unione Civile è qualcosa di diverso. Come non credo sia giusto far adottare figli da persone dello stesso sesso o concepiti con l'utero in affitto perché l'egoismo dell'individuo non può prevalere sull'interesse del bambino. E' un tema sul quale bisogna procedere con grande cautela. Questo non significa che non si debbano difendere i diritti delle persone omosessuali.

6. L'Europa sembra essere unita solo dalla stessa moneta, quanto tempo crede che occorra ancora per rendere questo Continente realmente coeso non solo in modo formale o prettamente finanziario?
L'Europa non può essere quella delle banche, non può essere quella dell'Euro, serve l'Europa politica. Abbiamo ottenuto grandi risultati in questi settant'anni di unità europea. La pace, il mercato interno, si può girare senza passaporto utilizzando la stessa moneta, però ora serve più politica, serve un'Europa che conti nel mondo, che sappia svolgere un azione di pace. Pensiamo a quanto ritardo c'è stato nell'intervento sull'immigrazione e in Siria. L'Europa è troppo debole, rischia di essere sempre più un gigante con i piedi di argilla e se non si modifica questa attitudine, se non si ha il coraggio di fare un salto in avanti, rischia di andare in frantumi nel giro di pochi decenni. Ecco perché serve più Europa e non meno Europa. Come renderle coese? Puntando sui valori, puntando su i nostri interessi nell'era della competizione globale. Non ci si può difendere da italiani quando si compete con la Cina, con la Russia, con gli Stati Uniti, il Brasile, con l'India. Pensiamo a cosa sarà l'Africa tra qualche decennio. Naturalmente abbiamo una storia comune, dei valori comuni, un'identità Europea esiste e su questa noi dobbiamo contare e farne un punto di forza.

7. Scegliendo di andare a lavorare all’estero, quale Paese Europeo ritiene che, in questo periodo storico, offra più chance lavorative ad un giovane italiano neolaureato?
Credo che tutti i paesi dell'Unione Europea offrono chance lavorative ad un giovane, dipende in quale settore si sceglie di lavorare ma direi di preferire paesi come la Germania, la Gran Bretagna, in generale tutti i paesi del nord. Per quanto riguarda il turismo la Spagna direi che è quella che offre più possibilità insieme all'Italia.

8. Lei ha lavorato duramente per arrivare dove si trova ora. Fatica, impegno costante e sacrificio alla fine hanno pagato. La Sua famiglia ha risentito del tempo dedicato al lavoro o è riuscito a trovare il giusto equilibrio tra gli impegni personali e quelli professionali?
Certo che la mia famiglia ha risentito del mio impegno, sia come giornalista prima che come politico poi. Tanto tempo trascorso fuori. Il grande rimorso che ho è di non aver potuto regalare a mia moglie e i miei figli tutto il tempo che meritavano. Non soltanto in qualità ma anche in quantità. Se ho raggiunto dei risultati e sono riuscito a fare delle cose buone per i cittadini lo devo anche al loro sacrificio, ogni cosa buona che ho fatto ha una percentuale di merito di mia moglie e dei miei figli. Non è sempre facile trovare il giusto equilibrio perché la politica se la si fa bene non può essere considerata un mestiere ma una sorta di missione. Poi è chiaro ci sono anche i politici imbroglioni ma se la si vuole fare bene bisogna dedicarci il maggior tempo possibile.

9. Le scuole e le università straniere in Italia sono molte costose soprattutto in questo periodo di grande difficoltà economica, lei crede che l’Università Italiana assicuri ancora quel livello di eccellenza che l’ha resa famosa?
L'università Italiana ancora non è al passo con i tempi, è un po’ superata. Si potrebbe e si dovrebbe cambiare. Si dovrebbe migliorarla, si dovrebbe collegarla di più al mondo del lavoro.

10. I ragazzi in Italia sono considerati i più “mammoni” del mondo e le difficoltà economiche che stiamo attraversando stanno ancora più allungando il tempo di permanenza dei giovani nella casa dei genitori. In Europa notoriamente la famiglia spinge i ragazzi a viaggiare molto presto e a fare le proprie esperienze lavorative e personali. Secondo lei qual'è il giusto equilibrio?
I ragazzi italiani rimangono più lungo a casa perché da noi la famiglia ha un valore più forte di quella che ha in altri paesi e poi, purtroppo, siamo anche un paese con la disoccupazione giovanile altissima e quindi si dovrebbe fare in modo di risolvere questo problema primario per una nazione civile. Ecco perché rimangono a casa. Ritengo che sia giusto viaggiare, farsi le proprie esperienze, conoscere nuove lingue, formarsi anche con periodi di permanenza all'estero. Credo che questo sia un equilibrio giusto, studiare in Italia, studiare le lingue e fare qualche periodo di conoscenza all'estero.

11. Crede che questo Vecchio Continente sia destinato a diventare sempre più un dominio di altre nazioni e religioni o è ottimista che invece saremo in grado di trovare la forza per un riscatto per la difesa dei nostri valori culturali, storici e religiosi?
Io mi auguro che l'Europa non perda la sua identità, la nostra radice giudaico cristiana. Nella maniera più assoluta non dobbiamo rinunciare alla nostra identità e dobbiamo lavorare per difendere i nostri valori che ritengo ci permettano, se difesi fortemente, di confrontarci meglio con gli altri Paesi e le altre Culture. Se restiamo uniti e consapevoli della nostra storia e civiltà non abbiamo nulla da temere.

12. Abbiamo quasi 80,000 Fans prevalentemente giovani, il nostro obiettivo è di dargli fiducia e farli sentire parte di un Club di qualità. Non solo un Club che li motivi, li sproni a fare meglio, a non mollare mai, ma soprattutto a credere in se stessi, sempre con la forza e l'aiuto di un gruppo unito alle spalle. Che consiglio si sente di dare a tutti questi ragazzi?
Io credo che un giovane non dovrebbe mai mollare e mantenere sempre la speranza nel futuro. Un giovane deve sapere che la vita è difficile, che quando si cade, perché si può anche cadere, ci si deve rialzare e andare avanti, senza mai cedere. Perché alla fine chi combatte vince. Io ho cercato sempre di raggiungere e concretizzare i miei obbiettivi e quando si è determinati a raggiungerli, magari passando anche attraverso qualche sconfitta, poi alla fine si riesce in tutto ciò che veramente si vuole.

Un caro saluto agli Amici di AHEAD

Antonio Tajani