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BOERI NON SMETTE DI STUPIRE

E' Stefano Boeri , l'architetto dei boschi verticali a proporre un'idea insolita ma di design per proteggere le città  dal terrorismo.

E' conosciuto e ammirato per lo splendido Bosco Verticale creato a Milano dove le due torri residenziali alte 110 e 76 metri contengono 900 alberi alti tre, sei o nove metri e più di 2.000 piante tra cui una vasta gamma di cespugli e piante da fiore distribuite sulle facciate dei due edifici a seconda dell'esposizione solare. L'architetto ha creato un luogo meraviglioso, i palazzi sono un vero spettacolo nella città urbana, concepiti per rispettare i criteri di sostenibilità e per assicurare ai residenti la massima comodità .

 Ha progettato un edificio che riporta alla relazione tra architettura e natura e che sottolinea il fatto che l'architettura non deve distruggere o invadere.

Il Bosco Verticale è diventata il simbolo di Milano, una Milano in continua evoluzione, una città  che da spazio all'architettura ecologica e importanza all'ecosistema. La vegetazione del bosco verticale infatti favorisce lo sviluppo del microclima, produce ossigeno e migliora la vita dei residenti.

Proprio in quest'ottica Boeri, dopo i recenti attentati, propone ai sindaci non le barriere di cemento ma alberi e querce intesi come antidoto al terrore.

Barriere sì, ma create con vasi di terra di diverse dimensioni, alti un metro per 3 metri di diametro, con all'interno alberi e querce per proteggere i passanti.

Stefano Boeri sul profilo Facebook del suo studio di Architettura scrive:

"Vorrei avanzare una proposta.
I terroristi vogliono rinchiuderci nelle nostre case; sperando di costringerci a rinunciare a vivere i luoghi collettivi e gli spazi pubblici delle nostre città. Bene, io credo che alla loro follia disperata, oltre che con gli strumenti fondamentali della prevenzione e del controllo - dovremmo rispondere anche con un uso accurato della bellezza naturale e del suo valore simbolico. Invece che snaturare gli spazi più vitali e aperti delle nostre città riempiendoli di barriere in calcestruzzo e dispositivi di sicurezza modulari in plastica (o semplici fioriere), dovremmo contrapporre all'istinto di morte  la calma presenza delle piante - e in particolare delle querce.

Il mio invito ai Sindaci e ai Prefetti delle città europee è di chiamare creativi, designer, architetti, uffici tecnici, studenti, artisti a progettare dei grandi vasi all'occorrenza riposizionabili - ciascuno ospitante un albero. Collocati agli ingressi di ogni piazza o spazio pubblico urbano, i vasi di diversa dimensione (quello standard potrebbe essere cilindrico, alto 1 metro e di diametro di 3 metri) saranno pieni della terra necessaria a ospitare le radici, il fusto e i rami di un grande albero, in modo da proteggere il passaggio dei pedoni e ridurre al minimo il rischio di omicidi di massa. Con un piccolo investimento, distribuendo accuratamente le piante negli spazi più vitali e aperti delle nostre città , possiamo temporaneamente trasformare i nostri luoghi più cari in radure e boschi. Ben sapendo che un albero  non solo ci protegge, ma ci fa ombra, assorbe con le foglie i veleni dell'aria urbana, ospita la vita degli insetti e degli uccelli. In una parola, accoglie e protegge quella vita che i terroristi vogliono annientare.

Nel 1982 a Kassel in Germania, in una città  ricostruita senza verde e giardini dopo essere stata rasa al suolo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale Joesph  Beuys, uno dei più grandi artisti del secolo scorso, radunò settemila pietre di basalto all'ingresso della grande mostra di arte contemporanea Documentate, ad una ad una, le vendette per comprare settemila querce che piantò, accanto alla loro pietra, nelle piazze, nei cortili, lungo i viali di Kassel. Creando così una nuova città  e realizzando grazie a migliaia di querce una metamorfosi tra il mondo minerale e il mondo della vita. La sua lezione ci sia oggi di ispirazione per combattere con la vita chi sa solo predicare la morte.

Anche una sola quercia può fermare il terrore."

Un modo diverso e sicuramente positivo perchè la paura non cambi il nostro modo di vivere e non cambi l'architettura e la bellezza delle nostre città .

Il verde come barriera e come simbolo di vita e di rinascita.

Il design visto come un mezzo per rendere la vita quotidiana di ogni cittadino migliore e non solo come pura bellezza o moda.

AHEAD

BOERI E IL RESTO DEL MONDO

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