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CHEFCHAOUEN, ECCO LA "CITTA' BLU COBALTO"

Chefchaouen, ecco la “Città blu cobalto” sulle vette montuose del Rif, nel Marocco settentrionale, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco le cui origini risalgono al 1471, quando la popolazione era composta prettamente da esiliati andalusi. Ancora oggi la parte antica della città ricorda paesaggi andalusi che si fondono con le ambientazioni marocchine.

L’intera superficie di Chefchaouen è ricoperta di calce blu che al contrario di quello che si può pensare, non ha alcuna valenza religiosa, ma è solo un antico e semplice rimedio per allontanare gli insetti.

Chefchaouen era considerata città sacra e, come tale, inaccessibile agli stranieri per diversi secoli. Passeggiare tra i dedali della bellissima e suggestiva città oggi, regala ai suoi visitatori delle sensazioni uniche e indimenticabili. Qui non c’è traffico e la vita scorre senza frenesia.

Nel piccolo museo della casbah si trovano collezioni di ricami e abiti colorati simili a quelli indossati dalle donne di questa regione. La celebre djellaba, indumento lungo e ampio portato dagli uomini e dalle donne del Nordafrica, è nata qui. Oltre alla tessitura, Chefchaouen è famosa per gli oggetti in vimini e i vasi. Potrete partecipare a un corso di ceramica di Ghzaoua e ripartire con le berradas (brocche per l’acqua) o una più semplice goulla (orcio) fatti con le vostre mani. Generalmente, la ceramica della regione del Rif è sobria. La pittura nera o rossa è applicata direttamente sulla terracotta. La passeggiata prosegue fino a Rif Sebbarim, il quartiere dei lavatoi, sulla cui piazza si erge una moschea del XV secolo. Non lasciate la città senza aver prima assaggiato il suo formaggio bianco di capra delle montagne. E’ forse il migliore di tutto il Marocco.

Ma Chefchaouen è anche famosa perchè si produce hashish, un quantitativo corrispondente al 40% di quello prodotto in tutto il mondo.

Nel 1956 Chefchaouen è diventata una delle principali basi dell’esercito spagnolo ed è tornata a essere meta ambita dai fotografi di tutto il mondo e anche dai fumatori di hashish, che considerano il kif (cannabis) qui prodotto uno dei migliori al mondo. La coltivazione di hashish, legale solo in questa zona del Marocco, garantisce il lavoro a circa ottocentomila persone.

Immediatamente fuori le mura della Medina si trova la “Ras el Maa” conosciuta anche come “Head of the Water” una piccola e affascinante cascata che durante i mesi estivi viene presa d’assalto dagli abitanti del luogo per rinfrescarsi e anche per fare il bucato.

Non perdetevi un viaggio nel blu!

AHEAD

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