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Giorno 1

Sono sempre stata un’attenta osservatrice, per questo li ho riconosciuti subito quando sono entrati. La stessa coppia, esattamente una settimana fa.

Mi avevano colpito, avevano questa luce particolare negli occhi. Sorridevano, non solo con le labbra, tutto il viso, tutto il corpo sembrava sorridere. Stavolta sono arrivati un po’ più tardi, chissà dove sono stati. Ridono, ovunque sia si sono divertiti, hanno l’aria felice.

La cameriera li fa accomodare e la sento dire “ecco ragazzi, eravate seduti qui anche l’altra volta mi pare…” ho sorriso, avrei voluto dirle che aveva una buona memoria, che me li ricordo anch’io.

Non smettono un secondo di parlare, si guardano negli occhi.

Riesco a vederli bene dal mio tavolo. Sono belli.

Lui è un bel tipo, capelli neri, taglio moderno…ha l’aria un po’ tenebrosa, stile “bello & dannato”, di quelli che a noi donne fanno disperare, ma da cui non riusciamo a stare lontane.

Nonostante l’aspetto sia di quelli molto sicuri di se, ho notato che s’imbarazza a guardarla negli occhi, non riesce a sostenere il suo sguardo a lungo, ne sembra quasi intimidito.

Parlano, parlano, parlano…cos’avranno mai da raccontarsi?

A guardarli sembrano isolati dal mondo, secondo me neppure si accorgono delle voci e dei rumori attorno a loro. Lei mi dà le spalle, però l’ho vista entrare.

Capelli lunghi, tacco 12…che con questo tempo non è che sia proprio l’ideale, piove a dirotto.

Li avrà messi per lui?

Quando arriva la cameriera lo sento ordinare con tono deciso, quasi, in un moto d’orgoglio, voglia riprendere in mano la situazione e rivendichi il suo essere “maschio”. Lei non ha fame, almeno così dice. Una pizza, che Giovanna, la cameriera, appoggia sapientemente nel mezzo e porta già con le doppie posate.

Parlano di amicizia e di gelosie.

Mi viene voglia di zittire il resto del locale, o di andare a chiedere a loro di alzare il tono della voce…mi piacciono i discorsi che stanno facendo.

Lui taglia la pizza anche per lei, c’è qualcosa di molto sensuale nei loro gesti e il tono di voce è basso, carezzevole. Sembra quasi che si raccontino pezzetti di Vita, una Vita prima di quel “loro”, prima di stasera.

Hanno la porta aperta, si … l’immagine che mi arriva è quella di due mondi spalancati, l’uno che si affaccia su quello dell’altro. La porta delle loro Vite è aperta, hanno voglia che l’altro entri, che si accomodi, che cerchi una stanzetta dove sistemare le proprie cose.

Appendere quadri, tinteggiare le pareti, cambiare le tende.

Ognuno sta preparando la propria stanza dentro l’altro.

Si alzano, vanno via…li guardo e vorrei poter dire “vi aspetto la prossima settimana…tornerete vero?”

 

 

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