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Giorno 2

Sono tornati!

Quando sono entrata li ho visti subito, erano seduti al loro solito tavolo.

Avevo un’espressione talmente felice che i miei amici mi hanno chiesto cosa avessi visto di tanto bello.

“Loro” – ho detto sottovoce, senza farmi sentire.

Che bello se potessi fotografarli e poi mettere in fila quelle istantanee. Una dopo l’altra racconterebbero la loro storia vista da una diversa angolazione, dal di fuori, da un osservatore estraneo.

Gli occhi…i loro occhi dicono tantissime cose.

Parlano di esperienze passate ma hanno la luce del presente.

Anche ieri sera, come la scorsa settimana, ridevano. Una risata complice, intima, aveva a che fare con un vissuto recente, con un inizio.

Le risate dell’inizio, sono la parte più bella di ogni storia, quella che quando guardi indietro più ti suscita nostalgia, perché puoi ridere in mille altri modi, di mille altre cose … ma quella risata lì, quella dei primi appuntamenti, resta speciale e unica. Così preziosa che andrebbe protetta da tutto, ma in quel momento non lo sappiamo, in quel momento ci sembra che lì, con quella persona, ogni nostra risata sarà magica allo stesso modo.

Chissà se si accorgono di questa confidenza crescente, ogni volta un pezzetto in più, come una grande anfora che ad ogni incontro si riempie.

Gli occhi mi si colmano di queste istantanee virtuali; una per i loro corpi protesi in avanti, l’uno verso l’altro, una per certi silenzi, mentre incrociano gli sguardi, una per lui mentre sposta il suo piatto e quella subito dopo mentre sposta quello di lei, quasi a voler togliere qualsiasi cosa ci sia tra loro, qualsiasi cosa impedisca lo scambio, questo fluire di energia, calda e vibrante, una mentre la sgrida, sorridendo, per il suo modo espansivo che decisamente non passa inosservato.

A fine serata Giovanni, il pizzaiolo, è venuto a sedersi al nostro tavolo. Gli ho chiesto di loro, lui che dalla sua “postazione” li vede meglio di chiunque, “lui che ne ha viste di cose, di facce, di gente”

"Non sono una coppia, non regolare almeno..." mi ha detto, lasciando spaziare la mia immaginazione.

“non potrebbero essere amici?” ho chiesto io.

Giovanni ha riso “bambina, tu non hai visto come si guardano…”

Ho deciso, l’istantanea più bella, stasera, è per il loro sguardo.

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