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Giorno 3

Non ci sono! E’ tardi e non sono ancora arrivati. Eppure è martedì!

Li sto aspettando da 2 ore, controllando la porta come se avessi un appuntamento importante, ma non arrivano. E ho un brutto presentimento.

Non so perché, neppure li conosco, ma sento che l'aria è di quelle che non fanno presagire nulla di buono. Ho cercato di distrarmi, abbiamo iniziato ad organizzare il capodanno, lo so… è un po’ presto, ma avrei addirittura pensato alle vacanze estive pur di togliermeli dalla testa.

“E se si fossero lasciati?” ho chiesto a bruciapelo, seguendo la linea, poco coerente, dei miei pensieri.

“Chi?” mi hanno chiesto in coro gli amici, spiazzati da quell’uscita che nulla c’entrava con il conto di quanto sarebbe costata la settimana in montagna. “Loro – ho detto facendo segno al loro solito tavolo – quella coppia che viene tutti i martedì, stasera non ci sono.”

E’ calato il silenzio per qualche attimo e c’è stato uno scambio di sguardi con un’espressione preoccupata.

“Stella ma la tua è un’ossessione, basta!”

(Stella sono io. Non è il mio nome, o meglio … non è quello scritto sulla carta d’identità, ma sono nata a dicembre e papà – pazzo di gioia - diceva a tutti che ero un dono della Stella cometa.)

Forse avevano ragione, forse stavo esagerando con questa storia. Ma avevo l’attenzione focalizzata su questo appuntamento mancato. Se avessero deciso di “perdersi”? Perdersi è peggio di lasciarsi. Perdersi è abbandonare il pensiero di quello che avrebbe potuto essere, di quello che avrebbero potuto diventare. Perdersi è il fallimento, la rinuncia, buttare alle ortiche l’enorme regalo dell’essersi incontrati e riconosciuti.

Vorrei cercarli, trovarli, dir loro che erano belli...che chi li guardava dal di fuori vedeva questa sintonia, questa luce negli occhi, quei gesti morbidi, fluenti, sinceri.

Forse sono solo fermi, aspettano qualcosa, un segno che li faccia decidere.

Vorrei poter parlare a lei, vorrei dirle di non avere fretta, di lasciare che le cose accadano, per una volta. Lasciare che il vento la trasporti, senza piegarla o spostarla...semplicemente lasciandosi trasportare. Signora con i capelli lunghi e lo sguardo dolce, per favore fidati! Fidati di chi muove quel vento, fidati di quello che sei, di quello che fino a qui hai vissuto.

Nulla può piegarti, quello che sei lo ritroverai una volta che il vento si sarà placato. Da lì potrai ripartire, ricostruire o rinnovare. Per favore non avere fretta, non pretendere che tutto sia chiaro da subito.

La Vita ha i suoi tempi e non sempre coincidono con i nostri.

Signore con i tatuaggi e i lineamenti decisi, non lasciarla andare via.

Prova a spiegarglielo che scappi dalle abitudini e dagli appuntamenti fissi, che i legami, fino ad ora, ti hanno fatto sentire in trappola, ma che con lei potrebbe essere diverso ... diglielo che ti è mancata.

La foto di stasera è per il loro tavolo vuoto.

Patrizia Franzina

AHEAD's Staff

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