Sign in / Join

IL DIBATTITO E' APERTO: ESSERE "HIPSTER" OGGI E' UNA MODA O MODO DI VIVERE?

Il termine "Hipster", nato alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale per descrivere gli appassionati del jazz afroamericano, con gli anni 2000 inizia ad essere utilizzato per descrivere un vero e proprio modo di essere.

Gli "Hipster" più rigorosi infatti amano il loro essere "unconventional", sono ottimi cultori del lifestyle underground anglosassone, delle abitudini retrò, del vintage, della musica indie rock e portano avanti queste loro idee con orgoglio. Se fino a pochi anni però fa l'essere "Hipster" sottintendeva tutto questo, oggi si può più parlare di una moda di massa, svuotata quindi di molti dei presupposti iniziali dell' "Hipster" DOC.

Hipster è una subcultura composta da giovani bohemian della classe ricca e media che risiedono principalmente in quartieri emergenti. Questo genere di sottocultura è ampiamente associato alla musica indie e a quella alternativa, con una variegata sensibilità alla moda alternativa e ad una predilezione per la politica progressista ecologista, per i cibi biologici e slow food, l'artigianato e gli stili di vita alternativi.

Hipster è un neologismo nato negli anni quaranta negli Stati Uniti per descrivere gli appassionati di jazz e in particolare di bebop. Si trattava in genere di ragazzi bianchi della classe media, che emulavano lo stile di vita dei jazzisti afroamericani. In senso lato è stato definito come hipster un individuo «consapevole di e interessato a pattern nuovi e non convenzionali»

Nel saggio The White Negro, Norman Mailer descrive l'hipster bianco come uno che cerca di separarsi dalla società e vivere senza radici, alla ricerca «degli imperativi ribelli del sé». Questo stile di vita verrà fatto proprio dai poeti della beat generation o da persone come Charles Bukowski, proponendo un modello anticonformista che poi si svilupperà nello stile «più confortevole e comunitario» (oltre che più impegnato) degli hippies. Oggi, il rapporto con la società capitalista è più ambiguo, poiché gli artisti hipster lavorano spesso con i marchi della moda e non hanno posizioni di sapore marxista come molti intellettuali occidentali progressisti essendo piuttosto «un movimento aristocratico di disprezzo della passività mainstream», che spesso vive in maniera oppositiva a certi aspetti della modernità, come l'omologazione, accettandone altri, come la sessualità libera, l'arte popolare, l'uso di alcolici. Spesso hanno tendenze liberali ed ecologiste, leggono autori poco conosciuti, amano la filosofia.

Nel guardaroba di un hipster non possono mancare gli skinny: pantaloni aderentissimi sia per lui che per lei, spesso con risvolto alla caviglia. Maglioni di lana con scollo a V e cardigan oversize rubati alla nonna, t-shirt di gruppi rock storici o che riportano citazioni di film indipendenti, camicie a quadri da boscaiolo (che ricordano tanto lo stile dei Nirvana nel pieno degli anni ‘90) o a righe orizzontali. Per le ragazze è d’obbligo l’abitino estivo a fiori sopra il ginocchio. Accessori unisex sono: sciarpe lunghissime e berretti di lana. Completano l’outfit del perfetto hipster il parka vintage, bretelle, cinture, occhiali, ballerine o stringate classiche all’inglese per le donne e scarpe in tela o anfibi (meglio se cruelity free) per gli uomin

Questo è il blog di AHEAD, scopri il mondo Elite Club e i Vantaggi di essere Socio!

Se hai letto questo articolo ti potrebbero interessare anche...

PROPONICI UN ARTICOLO O LASCIACI UN COMMENTO QUI SOTTO. PARTECIPA ANCHE TU!

Leave a reply

Powered by WishList Member - Membership Software

Continuando a navigare su questo sito, si accettano le condizioni sui Cookie. Più informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close