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IN AMERICA, BIANCHI E NERI DI NUOVO IN GUERRA

Bianchi contro neri, neri contro bianchi, in America sembra di essere tornati indietro di oltre cinquant’anni.

La stabilità che sembrava ormai conquistata, gli anni di integrazione sociale, Obama presidente, erano tutte fasi di un equilibrio precario o era una realtà che si sta pian piano dissolvendo? Difficile rispondere, almeno per chi non vive in prima persona la situazione e può solo farsi un’idea da cosa sente o legge nei giornali. Sicuramente ora i leaders carismatici che hanno guidato le manifestazioni di massa non ci sono più e forse tutto si risolve in meri giochi di politica che portano dietro di se solo vittime e odio razziale.

7 luglio a Dallas cinque poliziotti vengono uccisi durante una manifestazione di protesta di afro-americani, 9 luglio in Texas un uomo di colore, armato, viene ucciso da due poliziotti bianchi. E' l’inizio di un’ escalation di sommosse. Le piazze delle più importanti città americane sono invase, indignazione, rabbia, sdegno che portano inevitabilmente alla paura dell’altro e a rivolte tra razze. Immediato chiedersi che cosa stia succedendo e perché il razzismo sia ancora così radicato in quella che da tutti è considerata la nazione più aperta e multirazziale del globo. Mille identità, culture diverse che hanno imparato ad integrarsi, sapranno ora lottare contro il razzismo che sta riemergendo?

Probabilmente pregiudizi e tabù sempre esistiti stanno tornando troppo radicati in una cultura che a tutti noi sembrava la più aperta. La stessa Dichiarazione d’ Indipendenza recita ” Tutti gli uomini sono stati creati uguali”. Martin Luther King, Malcolm X hanno lottato perché non ci fossero più discriminazioni, basta pregiudizi, basta segregazione. Oggi, l’America, vuol tornare a tutto questo? Il presidente Obama sostiene con forza che gli Stati Uniti non sono divisi e che gli americani di tutte le razze sono indignati per cosa sta succedendo. Sembra quasi voglia tacere un problema che ormai è sotto gli occhi di tutti.

Basterebbe sicuramente che tutti, bianchi e neri, pensassero e riprovassero a vivere come si viveva cinquant’anni fa in un America divisa e razzista. Penso che nessuno voglia tornare a tutto questo e ora la palla passa ai giovani, che reagendo, mi auguro sappiano costruire il loro futuro.

Nicola Diana

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