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LAMBORGHINI: DAI TRATTORI ALLE SUPERCAR

Ferruccio Lamborghini, imprenditore che alla fine degli anni ’40 aveva fondato una fabbrica di trattori che portava il suo nome, nel 1963 diede vita allaAutomobili Ferruccio Lamborghini”.
Si narra che la nascita dell'azienda fosse legata ad un curioso episodio. Nei primi anni '60 Lamborghini acquistò una Ferrari, ma sua moglie trovò l’auto di difficile utilizzo per via della frizione troppo dura. Lo stesso Lamborghini chiese alcune modifiche alla vettura direttamente ad Enzo Ferrari, ma questi di contro gli rispose: «L'automobile è perfetta; semmai, sei tu a capace di guidare solo trattori». Fu la molla che spinse Lamborghini a decidere di costruire una propria vettura sportiva. Nacque così la 350 GTV, che, presentata al Salone dell'Auto di Torino del 1963, riscosse un consenso lusinghiero ed inaspettato. Ne furono costruiti ben 120 esemplari. Nel 1965, dalla magica matita di Bertone nacque la vettura che ancora oggi rappresenta un’icona di stile e sportività, la Miura. Vettura innovativa, fu infatti la prima granturismo stradale a motore centrale. Riscosse un successo clamoroso fino al 1973, anno in cui uscì di produzione, tanto che ne vennero assemblati ben 763 esemplari.

Il nome deriva dai tori di razza Miura, bovini da corrida allevati in Spagna. 

Nei primi anni '70 la Lamborghini introduce un nuovo concetto di auto sportiva con motore centrale da 400 cavalli e 4 posti. Sempre dalla matita di Bertone, nel 1972 nasce così la Urraco che montava posteriormente un motore V8 di soli 2,5 litri di cilindrata. La Urraco rappresentò il tentativo di espandersi verso un'area di mercato meno esclusiva cercando di aumentare così le modeste quote produttive dell’azienda.

Nel 1972 Ferruccio Lamborghini decide di cedere l’azienda per gravi problemi legati al cattivo andamento della fabbrica di trattori agricoli. La fabbrica attraversa un lungo periodo di traversie legate anche al difficile momento storico. Il 1974 vide la commercializzazione della Countach. Fu la prima Lamborghini costruita senza il suo fondatore. Il 28 febbraio 1980 la Lamborghini venne messa in liquidazione e negli anni successivi si alternarono diversi proprietari sino al 1998, quando il marchio diviene di proprietà dell’Audi. Tuttavia anche negli anni di profonda crisi non mancarono le presentazioni di nuovi modelli. Tra il 1985 e il 1986 la Lamborghini, per soddisfare le richieste del ricco mercato mediorientale, mise in produzione un veicolo fuoristrada estremo, la LM 002. Equipaggiata con lo stesso motore 12 cilindri da 455 cavalli utilizzato sulle supercar stradali, nel 1986 costava 240 milioni di lire e non ebbe il successo sperato tanto che uscì di produzione nel 1991.
Tra il 1990 e il 1994 nacque la Diablo, uno dei simboli della casa bolognese. Il nome, ancora una volta, richiamava quello un toro da combattimento spagnolo, El Diablo. Prodotta in 3.000 esemplari ed equipaggiata con un motore 12 cilindri da 492 cavalli, poteva raggiungere i 325 km/h di velocità massima. All'epoca era la vettura di serie più veloce in commercio. Nel 2001 fu presentata al Salone dell’Auto di Francoforte la Murcielago. Nel 2003 fu la volta della Gallardo, equipaggiata con motore V10. La Gallardo, prodotta fino al 2013 in oltre 35 versioni e più di 14.000 esemplari divenne la Lamborghini di maggior successo di sempre. Nel 2011 Lamborghini presenta la Aventador, una delle vetture di serie più estreme mai prodotte. Grazie ad un motore da 6.500 cc, con una potenza di 750 cavalli, raggiunge una velocità massima di 350 km/h.

Gianmaria Colombo

AHEAD's Staff

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