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L'APPROCCIO OLISTICO AL RIEQUILIBRO POSTURALE

Brusquet affermava che il corpo obbedisce a tre leggi: equilibrio, economia e confort (assenza di dolore).

L'uomo fa di tutto per non soffrire: nasconde, si distorce, diminuisce la sua mobilità nella misura in cui questi adattamenti difensivi ("compensi"), meno economici, gli fanno ritrovare il confort.  Si paga il nostro confort e il nostro equilibrio con un maggior dispendio di energia da cui deriva una maggiore stanchezza.

L'approccio posturale globale mira al ritrovamento della stato di equilibrio attraverso l'eliminazione dei compensi mediante l'individuazione dei "cammuffamenti somatici" (così come definiti da Souchard). In tutto questo, il paziente, si pone come parte attiva dell'atto rieducativo, mentre il terapista diviene protagonista di una tecnica di riarmonizzazione globale.

Per entrare più nel dettaglio è fondamentale capire la differenza che esiste tra muscoli statici e muscoli della dinamica.

L'attività dei muscoli statici è costante, perché intervengono nel mantenere la postura e per fornire la contrazione minima necessaria per effettuare i movimenti. Sono paragonabili al motore al minimo quanto la vettura è ferma. Questi tipi di muscoli, proprio perché sollecitati in modo perenne, tendono a sviluppare rigidità a causa dell'inevitabile accorciamento che ne deriva. I muscoli della dinamica, invece, non sono indispensabili al mantenimento della stazione eretta e quindi possono rilassarsi per sedentarietà. Questo è il caso dei muscoli addominali.

Da quanto detto si intuisce che, mentre i muscoli della dinamica hanno bisogno di essere stimolati nella contrazione per rinforzarli, quelli della statica devono sempre essere stimolati in allungamento perché l'accumulo di rigidità li porterà inevitabilmente alla debolezza con conseguenti fenomeni infiammatori.

Un concetto base espresso da Souchard, fondatore del Metodo RPG – Riprogrammazione Posturale Globale, è che "sono i muscoli della statica ad essere responsabili della nostra morfologia, qualunque sia la condizione dei muscoli della dinamica; in postazione eretta possiamo quindi osservare solo le conseguenze delle retrazioni dei muscoli della statica".

Il corpo si deforma perché i muscoli più rigidi tirano a sé la parte del corpo coinvolta creando una contrazione permanente. Pertanto un dorso piatto nasce da una retrazione dei muscoli spinali dorsali, mentre una iper-cifosi dorsale nasce da un accorciamento dei muscoli statici anteriori, sospensori del torace e del diaframma, muscolo che interviene nella fase inspiratoria ma che con le sue inserzioni sul tratto cervicale, dorsale e lombare, influenza la postura in maniera importante.

La "rivoluzione" dell'approccio iniziato da Mezieres e continuato da Souchard sta nella visione olistica del tutto opposta rispetto al pensiero comune degli anni '70: per contrastare una retrazione di un muscolo non bisogna rinforzare il suo antagonista ma bisogna allungare contemporaneamente tutti i muscoli della statica più tesi, non intervenendo quindi con un approccio analitico e segmentario ma globale!

In pratica, se si ha una situazione di iper-lordosi lombare non sarà utile rinforzare gli addominali (i diretti antagonisti facenti però parte dei muscoli della dinamica), ma bisognerà allungare proprio quei muscoli della statica posteriori che risultano retratti.

Per poter intervenire efficacemente nella riprogrammazione posturale è necessario però conoscere bene le "catene muscolari": i muscoli non lavorano in modo isolato ma sono collegati tra di loro mediante il tessuto connettivo. Questo comporta che, ad esempio, allungando solo il tratto lombare, la tensione verrà trasferita sul tratto cervicale a danno dei muscoli della nuca e sui muscoli flessori dell'anca: questo meccanismo di "difesa" del corpo è il cosiddetto "compenso".

All'atto pratico, tutto questo vuol dire che per effettuare la corretta riprogrammazione posturale è necessario mettere in tensione tutta la catena muscolare trattata evitando i compensi e rispettando le fisiologiche curve anatomiche.

Per Souchard "essere globali è correggere contemporaneamente sintomatologia, compensi e cause di una patologia".

Articolo scritto da Donato Giannuzzi

presente nel numero di marzo 2015 della Rivista Salento Review (www.salentoreview.it)

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