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NON ERA UN PONTE: ERA IL PONTE!

Oggi è il giorno del silenzio, quel silenzio che non vorresti sentire mai, è il giorno del ricordo, delle lacrime e di quella paura che inesorabilmente continua a scorrere tra le vene.

Il ponte Morandi non era un semplice ponte era il ponte, quel ponte che dal nord ti apriva una finestra sul mare e dal sud ti portava verso la Costa Azzurra e la Riviera di Ponente. Per i bimbi era il ponte di Brooklyn e per tutti il ponte con le bretelle. Ora è solo il simbolo della paura, quella paura che non riesci a scacciare e che inesorabilmente rivivi ogni volta che quelle immagini scorrono sullo schermo. Provi a chiudere gli occhi ma non ci riesci, quella voragine è stampata nella mente. Era il ponte delle vacanze, della fuga verso le spiagge, era la sensazione di libertà per chi da mesi aspettava le ferie per divertirsi e rilassarsi insieme agli amici e alla famiglia. Pensi alle persone che lo stavano percorrendo, magari cantando in macchina o progettando la giornata di Ferragosto e improvvisamente realizzi che su quel ponte potevi esserci tu, i tuoi amici o centinaia di persone che conosci e che come ogni anno raggiungono le loro case al mare o si dirigono verso la Francia.

Non riesci a trovare risposte ad una tragedia così improvvisa, senti le voci dei politici, degli ingegneri, di chi alla televisione cerca di spiegarne le cause ma non puoi trovare una risposta, perché forse una risposta non può esserci. Non puoi morire così su una strada, non puoi morire a 10, 20, 30 o 90 anni per l’incuria di chi doveva rendere sicuro il tuo viaggio.

Come fai a trovare una giustificazione, non può esserci e se ci fosse, mi scuso, ma io non riesco a trovarla.Provo solo tanto dolore, tristezza e paura, si paura di quel destino che inesorabilmente decide la nostra vita. Mi immagino frenare sotto la pioggia, inchiodare e vedere il vuoto sotto di me, sento scorrere nelle vene il terrore e mi chiedo cosa avrei fatto, come avrei reagito, cerco di scacciare i pensieri ma non riesco, vedo il camion verde sull’orlo e … se davanti a quel camion ci fosse stata la mia auto, se tutto ad un tratto la mia vita fosse finita nel vuoto… no, non si può morire così!

Ma… oggi è il giorno del silenzio, il giorno del ricordo, il giorno nel quale Genova, la Liguria e le sue vittime devono sentire l’affetto di tutti noi, per i perché ci sarà il suo tempo, oggi è solo il giorno del dolore!

Non era un ponte: era il Ponte!

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