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PATRIZIA FRANZINA

La mia storia

Avete mai avuto la sensazione, osservando qualcosa di perfetto, che mancasse qualcosa? Così mi sentivo ieri sera.
Guardavo i pacchetti colorati sotto al mio albero di Natale, eppure sentivo che mancava qualcosa.
Ho ripassato a mente la lista; alla mamma quella borsa che desidera tanto, a mio fratello il suo profumo preferito, sempre lo stesso da tempo memorabile, a mia cognata un portafoglio, devo anche ricordarmi di tenere lo scontrino perché sicuramente lo vorrà cambiare, ai bambini i giochi diligentemente scelti dai loro genitori, ai miei figli il maglione alla moda e le scarpe della marca super trendy…
Eppure mancava qualcosa. Guardavo la carta dorata, aspettando quel guizzo del cuore, quel sorriso spontaneo immaginando le loro espressioni mentre scartano i regali, la mattina di Natale.

Era come se, stupidamente, fossi lì ad aspettare che quegli oggetti parlassero, aiutandomi a capire cosa mancasse, quale fosse la nota stonata.
Mi venne in mente un Natale di molti anni fa, mamma aveva il turno in ospedale ed io avevo pianto vedendola andar via. Per consolarmi, papà ebbe una delle sue idee un po’ pazze e controcorrente; "oggi prendiamo il treno e andiamo a Venezia, tu ed io!" disse.
Non ricordo che gioco ricevetti quell'anno, ma ricordo benissimo quel pomeriggio veneziano, quel suo tempo dedicato completamente a me.
Ricordo il mio naso schiacciato sul finestrino del treno.
Ricordo Piazza San Marco e le mie corse dietro a piccioni. Ricordo il panino mangiato sul Ponte di Rialto, con le mani fredde e le guance rosse.
Ricordo la mia manina, piccola e fredda, dentro quella grande e calda di papà.
Nessun pranzo natalizio resse mai il confronto con quel panino, nessun regalo fu mai bello come quel tempo solo nostro. Ecco cosa mancava sotto il mio albero, mancavo io. Dentro ad ognuno di quei pacchetti io non c'ero.

Finalmente avevo capito cosa fare.
Uno ad uno, quei regali così perfetti dentro la loro carta dorata, sono stati riposti nell’armadio. Ho preso carta e penna e iniziato a scrivere;

Un biglietto per mamma, le dedicherò una serata e andremo a vedere la Carmen, ci andava da ragazzina con il nonno … riesco già ad immaginare i suoi occhi brillanti e felici. Un concerto dei Negrita con mio fratello! Canteremo a squarciagola e torneremo a casa senza voce ma con un ricordo prezioso nel cuore. Un pomeriggio di coccole e benessere con mia cognata, tra racconti e qualche pettegolezzo. Un pomeriggio a cavallo con i miei nipoti. Un week end a Firenze con i miei figli.

Tempo. Quest'anno regalerò Tempo. Tempo per parlare, per ridere, per rilassarsi, per conoscersi, per riscoprirsi. Tempo da passare assieme.

Un tempo che non tornerà indietro, resterà indelebile nel cuore, non sarà relegato in cantina assieme a vecchi soprammobili, non potrà essere riciclato e non servirà neppure spolverarlo. Un tempo che non sarà semplice trovare, ma che avrà ancora più valore proprio per questo.
E Tempo è anche quello che auguriamo a voi. Fate che sia un tempo pieno, ricco, da dedicare e dedicarvi. Un tempo alla vostra altezza!

Buon Natale

Patrizia Franzina - AHEAD’s Staff

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