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Prof. GIUSEPPE SPRIANO - Primario di Otorinolaringoiatria e Chirurgo Cervico-Facciale Istituto Tumori "Regina Elena"

Il Prof. Giuseppe Spriano, Primario di Otorinolaringoiatria e Chirurgo cervico-facciale all'Istituto " Regina Elena" di Roma continua la serie delle Interviste agli amici di AHEAD. Il nostro intento è quello di trasmettere con le nostre Interviste, tutta l'esperienza, l'esempio e i consigli di "chi ce l'ha fatta", con la speranza che possa tornare utile a chi sta ancora cercando la sua strada, a chi ha fiducia in un futuro migliore e non smette di combattere il pessimismo e la disillusione di oggi.

1."Il test era davvero impossibile!" Questa è una delle frasi ricorrenti tra i giovani che volevano entrare alla Facoltà di Medicina all’ultimo concorso che anche diversi medici hanno confermato non sarebbero stati in grado di superare. E' anche vero che se fosse più facile tutti prenderebbero un punteggio più alto con scarsa rilevanza nella posizione della graduatoria. Lei cosa ne pensa, una prova più semplice farebbe differenza?

E’ difficile proporre un test ottimale. Come fanno in molti altri Paesi sarebbe opportuno una lista di 2000-3000 quiz a risposte multiple da cui selezionarne 100.

2. L'Italia è riconosciuta tra le prime nazioni per qualità degli studi in campo medico. Lei ha studiato a New York, Los Angeles, Chicago, Parigi, quali sono le differenze più rilevanti che ha riscontrato tra l’Italia e gli altri Paesi occidentali? Come mai pur avendo le migliori facoltà universitarie, i nostri giovani si trovano costretti ad andare fuori per vedere riconosciuto il loro merito?

In realtà per i giovani vi sono diversi problemi che rendono difficili carriere e riconoscimenti. Innanzitutto non vi è nessuna programmazione tra le necessità di Medici in Italia ed il numero di candidati a diventare medico. Quando entravano tutti si era creato l’esubero dei Medici, in seguito si è posto rimedio con il numero chiuso per far si che fossero più quelli che andavano in pensione che i neolaureati. Oggi siamo in una fase in cui è difficile per un giovane medico trovare lavoro. E’ molto più facile trovarlo in nord Europa. Il mancato riconoscimento dei meriti per la carriera è legato al fatto che in molte università Italiane regni ancora il “nepotismo” che per definizione, contrasta con il merito.

3. Lei è anche Professore in varie Università, perché i giovani che vengono da altri Paesi sembrano essere sempre più determinati e decisi?

Perché si selezionano i migliori. Ma devono credere in un sistema premiante meritocratico, solo questo li renderà determinati e decisi nei progetti e nei risultati.

4. Che consiglio darebbe ai neolaureati che vogliono realizzarsi in campo medico? Ritiene che abbiano migliori chance rimanendo in Italia o andando all'estero? Qual è il paese in cui crede che oggi possano esserci le maggiori possibilità di carriera?

Il consiglio è quello di studiare molto perché la preparazione è ancora fondamentale. Ovviamente in alcuni Paesi vi è più bisogno di Medici rispetto ad altri. A titolo di esempio in Italia ci sono 6000 Otorinolaringoiatri, nel Regno Unito 600 e la popolazione è circa la stessa: 60 milioni di abitanti.

5. Quanto è importante sapersi relazionare con i pazienti? Un bravo medico deve essere in grado di creare un rapporto medico/paziente basato sulla fiducia e sulla comunicazione, ma come ci si riesce senza farsi coinvolgere emotivamente quando le condizioni di salute sono critiche?

Ovviamente la risposta è che il buon rapporto medico/Paziente è fondamentale. Ma se chiediamo al paziente se preferisce un medico bravo e antipatico oppure uno poco capace e simpatico tutti sceglieranno il primo. Il rapportarsi e la competenza devono andare di pari passo.

6. Le statistiche dicono che nel corso della vita il 55% degli uomini e il 45% delle donne si ammaleranno di cancro. Oggi grazie ai progressi nelle ricerche molti tumori sono diventati curabili raggiungendo traguardi che fino a pochi anni fa sembravano impensabili. Potremo mai dire di essere riusciti a curare definitivamente questa piaga?

Oggi circa metà dei tumori possono guarire. Per aumentare questa percentuale bisogna scoprirli nelle fasi iniziali della malattia. Quindi alla comparsa dei primi sintomi correre dal Medico per poter diagnosticare i tumori negli stadi iniziali perchè, insieme alla prevenzione, la rapidità resta sempre l’arma migliore.

7. La prevenzione sembra essere l’arma migliore. Niente fumo, attività fisica, corretta alimentazione e controlli periodici. Tra questi grandi temi ce n’è qualcuno su cui vuole porre l’accento perché lo ritiene determinante rispetto agli altri?

Basta pensare che se nessuno fumasse invece di 100 tumori polmonari ve ne sarebbero solo 11. L’uomo si ammala per colpa dei suoi vizi oltre che per sfortuna.

8. Lei nella Sua vita professionale ha studiato e lavorato duramente. Fatica, impegno costante e sacrificio alla fine hanno pagato. La sua famiglia ha risentito del tempo dedicato al lavoro o è riuscito a trovare il giusto equilibrio tra gli impegni personali e quelli professionali?

Le ore sono sempre 24 in un giorno. Basta non usarle per cose inutili. Se c’è serenità in famiglia, il lavoro pesa meno.

9. Abbiamo più di 25,000 fans prevalentemente giovani, il nostro obbiettivo è di dargli fiducia e farli sentire parte di un Club di qualità, non solo un Club che li motivi, li sproni a fare meglio, a non mollare mai, ma soprattutto a credere in se stessi e nel futuro. Grazie alla Sua esperienza qual è il consiglio che si sente di dare a questi ragazzi e la qualità personale che ritiene più importante?

La qualità più importante è la caparbietà di sicuro.

Un cordiale saluto

Giuseppe Spriano

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