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VALERIA SOLESIN di Patrizia Franzina

E' sgranata e poco nitida, ma tra tutte le foto che abbiamo visto in questi giorni di Valeria, a noi piace questa.
Ci piace il suo sorriso aperto e sincero, ci piace l'espressione degli occhi e il suo viso leggermente piegato che sembra dire "io vado, ma non siate tristi, mi sposto solo un po', per vedermi dovrete usare il cuore e non più gli occhi, ma sono sempre qui ... ad un passo da voi."
Il problema, cara Valeria, è che qui ci siamo dimenticati come si fa a guardare con il cuore e dovrai aiutarci tu.
Valeria è andata via durante una serata di festa, assistendo ad un concerto.
E l'immaginiamo mentre si prepara, scegliendo un abbigliamento comodo, lasciando perfino la borsa ad un'amica, per essere libera di cantare e ballare sotto le note rockeggianti degli Eagles of Death Metal.
Aiutaci Vale, aiutaci a trovare un senso a tutto questo.
Aiuta i tuoi genitori, che in questi giorni hanno dato una grande lezione a tutti noi.
La loro compostezza, il loro dolore sereno ha spiazzato tutti.
Ed è grazie a questo loro atteggiamento che riusciamo a capire anche un pochino più di te.
Ascoltando le loro parole abbiamo respirato un po' di quell'atmosfera in cui sei cresciuta, ed è stata una boccata d'aria fresca, una finestra spalancata su di un mondo che per un attimo abbiamo guardato con i tuoi occhi ... e ci è sembrato meno brutto.
Quanto orgoglio nel loro sguardo, quanta ammirazione per la tua Vita, per questa tua esistenza così piena, così ricca!
Con Amore e generosità ti hanno insegnato a volare, senza voler essere il tuo volo. Lasciandoti libera di andare per il mondo a seminare pezzetti di Te, piccole preziose perle lasciate ai luoghi e alle persone che hanno avuto il privilegio di conoscerti.
A loro, ad Alberto e Luciana è toccato il peggiore dei lutti, quello per cui non esiste nemmeno un termine specifico.
Perdi un marito e sei vedova.
Perdi una madre e sei orfano.
Ma se perdi una figlia cosa sei? Come si fa a nominare l’innominabile?
Nell'antico sanscrito, si diceva che i genitori cui moriva un figlio erano vilomahed, dalla parola vilomah che significa caos, disordine, contrario all'ordine delle cose. E in fondo è proprio questo che accade quando si perde un figlio: nonostante la Vita continui, e debba continuare, si è devastati da un dolore senza senso, senza ragione, senza fine.
Nulla, non si è più nulla.
Un pezzo di cuore che vaga per il mondo senza pace, solo in attesa di ricongiungersi con la sua parte mancante.
Eppure sorrideva la tua Mamma, con una forza straordinaria che ognuno di noi si è chiesto da dove potesse attingere, solo la voce tremava un po' mentre diceva "noi perdiamo una figlia meravigliosa, ci mancherà tantissimo ... e mancherà anche a questo paese!"
Si, ci mancherai Valeria. La tua Vita parla per Te e da ragione alla Sig.ra Luciana: il volontariato con Emergency, l'esperienza con i senza tetto, i tuoi successi nello studio ... tutto racconta di una giovane donna che ha celebrato questa Vita nel breve tempo che le è stato concesso.
28 anni sono davvero pochi, eppure si dilatano se pensiamo a Te e a come li hai vissuti, diventano un tempo immenso, grande e ricco per tutto quello di cui tu hai saputo riempirlo.
Forse ha ragione chi dice che il tempo non è uguale per tutti, che qualcuno lo trascina, qualcuno lo lascia scorrere distrattamente ... altri invece, come hai fatto tu, ci passano vicino insegnandoci, con la propria esistenza il significato dell'immortalità.

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valeria-solesin-300x162Valeria Solesin aveva 28 anni. Cresciuta nel cuore di Venezia, a Cannaregio. Dopo il diploma al liceo scientifico, si era trasferita a Trento dove si è rapidamente laureata in sociologia. Da qui era andata per un dottorato proprio a Parigi, dove viveva da quattro anni, per proseguire gli studi specialistici all'Università La Sorbona, approfondendo il rapporto del ruolo delle donne divise tra famiglia e lavoro con una particolare attenzione alle relative differenze tra Francia e Italia. In pochi anni aveva già pubblicato alcuni saggi, entrando anche nello specifico di alcune realtà cittadine.
Muore venerdì 13 novembre in un attentato al Bataclan di Parigi.
La redazione di questo blog non esprime opinioni sugli scenari politici e religiosi di questo gravissimo fatto, pur condannandone la crudeltà e l'efferatezza. Desidera semplicemente rendere omaggio alla Vita di questa giovane Donna ed essere vicina con il cuore e i pensieri alla sua famiglia.

Patrizia Franzina & Ahead

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